OMEGA-3

A cosa servono, dove trovarli

 

Non tutti i grassi, di cui abbiamo parlato in una pagina specifica, sono uguali. Qui ci occupiamo degli Acidi grassi polinsaturi, che restano liquidi anche in frigorifero. Esempio tipico è l’olio di pesce.

Anche gli acidi grassi polinsaturi, però, non sono tutti uguali. Quelli che si sono rivelati particolarmente interessanti sono quelli della serie Omega 3 a catena lunga:

L’Acido Eicosapentaenoico (EPA) e l’Acido Docosaesaenoico (DHA)   

OMEGA-3Gli Omega-3 sono particolarmente presenti in alcuni pesci come il salmone e i cosiddetti pesci azzurri e i crostacei, ma anche nei kiwi, nelle mandorle e nelle noci.

Numerosi studi epidemiologici dimostrano come chi mangia pesce almeno una volta alla settimana ha minori probabilità di avere un infarto cardiaco rispetto a chi non ne mangia affatto. Naturalmente si consiglia di  consumare pesce almeno tre volte alla settimana. Questi dati sono stati confermati anche dallo studio GISSI-Prevenzione(1), realizzato da medici cardiologi ospedalieri in collaborazione con l’Istituto Mario Negri.

Lo studio ha evidenziato una significativa riduzione della mortalità in pazienti con fattori di rischio per malattie cardiovascolari trattati con dosi farmacologiche di Omega-3.

Altri studi epidemiologici  mostrano che diete ricche in Omega-3 sono associate a una minor incidenza di sindromi depressive. Solo per fare un raffronto, in Giappone, dove il pesce è un normale costituente dell’alimentazione, si ha una percentuale minore di  disturbi depressivi rispetto alla Germania, dove il consumo di grassi è prevalentemente costituito da acidi grassi saturi.

Uno studio svolto in Italia(2) ha mostrato come l’ utilizzo di Omega-3 porta a un miglioramento dell’umore –soprattutto minor livello di depressione- ma anche a un miglioramento riguardo ai tempi di reazione alle capacità di attenzione.

Uno studio specifico(3) ha dimostrato come particolarmente indicato l’uso degli Omega-3 nel trattamento dei sintomi del distress psicologico e dei sintomi depressivi che si osservano nella transizione verso la menopausa nelle donne di mezz’età.

Altri studi fanno pensare addirittura che la disponibilità di Omega-3 per le cellule nervose abbia avuto un ruolo importante nell’aumento  della massa cerebrale nel passaggio evolutivo che ha portato dagli ominidi all’uomo. Questa affermazione non ci deve apparire strana dal momento che il DHA è la sostanza essenziale per la creazione del tessuto nervoso ed è probabilmente l’unico acido in grado di stimolare la crescita delle cellule nervose.

OMEGA-3In Inghilterra alcuni studi hanno evidenziato come un gruppo di studenti alimentati con una dieta ricca in Omega-3 avesse rendimenti scolastici migliori rispetto ad altri alunni. In Indonesia le bambine mostrerebbero un rapporto proporzionale fra alimentazione ricca di Omega-3 e sviluppo cerebrale.

Sia in gravidanza che nell’allattamento, quindi, sarà importante aumentare considerevolmente il consumo di pesce, in particolare il pesce azzurro o integrare la dieta con gli acidi grassi della serie Omega-3, dato che uno di questi, l’acido Docosaesaenoico  (DHA) è un costituente fondamentale del cervello e, specie nell’ultimo trimestre di gravidanza, il feto ne assorbe in grande quantità. Durante l’allattamento questa sostanza arriva al neonato con il latte.

Molti altri studi sperimentali, condotti tanto su modelli animali quanto nell’ uomo, mostrano un aumento della memoria, dell’orientamento nello spazio e nel tempo, delle capacità d’attenzione e più in generale delle facoltà cognitive. Sono stati verificati vantaggi analoghi utilizzando gli Omega-3 nel miglioramento della “demenza” presente in topi portatori di modelli della malattia di Alzheimer come pure in soggetti anziani umani. Esistono inoltre studi preliminari dove si controlla l’applicazione degli Omega-3 sul morbo di Crohn (patologia a carico dell’apparato intestinale): l’effetto studiato sarebbe legato all’attività antinfiammatoria di queste importanti sostanze.

OMEGA-3Gli Omega-3 rendono le membrane cellulari morbide e ne migliorano la permeabilita’. Possiedono azione vasodilatatrice, antiipertensiva, anticoagulante, antiaggregante, antiaritmica, antiinfimmatoria, antiallergica e innalzano le difese immunitarie. Ma la letteratura scientifica che evidenzia gli effetti positivi e l’utilità di queste sostanze aumenta ogni giorno e spazia nei campi più diversi. La cosa che dobbiamo sempre tenere a mente, però, è che, nonostante il loro effetto farmacologico, gli Omega-3 sono semplicemente degli alimenti, si ritrovano cioè in alcuni cibi. E anche se li introduciamo sotto forma di integratori, sempre di alimenti si tratta.

Sta a noi utilizzare i cibi in modo giusto. Non dobbiamo però dimenticare che se consumiamo carboidrati veloci e per di più da soli, come ad esempio un bel piatto di pastasciutta, un dolce, una bibita gassata, una merendina, produrremo molta insulina.

Questo evento induce a sua volta la formazione di Acido Arachidonico (AA), sostanza che influenza l’organismo nella direzione opposta a quella degli Omega-3.

Per questo motivo non è solo importante assumere alimenti che contengano Omega-3, ma anche adottare una alimentazione equilibrata che eviti al massimo gli sbalzi della glicemia.

Tutte le nostre diete, pur nella loro diversità, sono organizzate in questo modo.

Scarica qui il PDF gratuito per vedere quali sono gli alimenti più ricchi di Omega-3

 

Visita: LA PELLE E GLI OMEGA-3. (in preparazione)

CUCINARE LO SGOMBRO. FONTE OTTIMALE DI OMEGA-3 (in preparazione)

 

Bibliografia della pagina:

(1) GISSI-Prevenzione Investigators (Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto Miocardico) 1999. Dietary supplementation with n-3 polyunsaturated fatty acids and vitamin E after myocardial infarction: results of the GISSI-Prevenzione trial. Lancet 354 (9177) : 447 – 455
(2) Fontani G.,e coll. 2005. Profili ematici,grasso corporeo e stato umorale in soggetti sani che seguono diete differenti integrate con acidi grassi polinsaturi omega 3. Europ. J.of Clin. Investig. 35, 499-507
(3)  Lucas M., Asselin G., Merette C., Poulin M.J., Dodin S. (2009). Ethyl-eicosapentaenoic acid for the treatment of psychological distress and depressive symptoms in middle-aged women: a double-blind, placebo-controlled, randomized clinical trial. Am J. Clin Nutr ; 89:641–51.

 

 

Scarica GRATIS L'Ebook “Svelato Il Segreto Per Dimagrire Velocemente 7 Kg In 7 Giorni (?!)”

Scopri In 57 Pagine Come Cambiare La Tua Vita, il dottore te lo manderà via email!

Ottimo! Controlla la tua email...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi