Cosa si intende per Dieta a basso Indice Glicemico?

SEGUIRE UNA DIETA A BASSO INDICE GLICEMICO

Serve davvero a stare in salute? Cerchiamo di capirlo in breve

 

basso indice glicemico

Preferire i Carboidrati a basso Indice Glicemico

I primi studi sull’ Indice Glicemico (I.G.)risalgono agli anni ’80 e da allora molte sono state le scoperte in proposito.

Probabilmente proprio in quegli anni comincia a prendere campo l’uso di bevande e merende preconfezionate, in risposta all’esigenza di ottimizzare i tempi dell’alimentazione, con la conseguenza di un picco nella crescita dell’obesità nei Paesi industrializzati, ed anche nelle classi sociali a basso reddito(1).

Per Indice Glicemico s’intende la capacità di un determinato zucchero di alzare la Glicemia, cioè la concentrazione di glucosio nel sangue, dopo il pasto e rispetto a uno standard di riferimento (50 g. di glucosio puro)

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                        No allo zucchero

Gli zuccheri sono il nome comune di una categoria omnicomprensiva, quella dei Glucidi o Carboidrati, che raggruppa sommariamente i Carboidrati semplici (gli zuccheri semplici) immediatamente bruciati dal metabolismo dopo l’assimilazione, e quelli complessi, che fungono da scorta energetica.

I primi sono più semplicemente gli zuccheri propriamente detti (lattosio, fruttosio, zucchero bianco e tutti i derivati), i secondi appartengono, semplificando, agli alimenti su cui si basa la Dieta Mediterranea (pane, pasta, riso), o per meglio dire una sua interpretazione ampiamente deformata da interessi commerciali e lontana dagli studi che sono all’origine delle stesso termine.

Centrifugati DetoxQUALE E’ L’EFFETTO DI ZUCCHERI AD ALTO I.G. ?

Perché gli zuccheri semplici, che potremmo chiamare “cattivi”, sono considerati dannosi per la salute? E’ bene considerare che, di solito, non c’è nulla di troppo “cattivo” o di troppo “buono” nel cibo. Tuttavia, è utile precisare che quando il corpo umano assume questo tipo di zuccheri anche nei suoi derivati come i dolci, per esempio, il pancreas si attiva per produrre Insulina cercando di abbassare il livello di Glicemia nel sangue.

L’Insulina, ormone dell’assimilazione per eccellenza, ha una sua misura e tende a ricostruirsi molto lentamente per cui, se si eccede con questi zuccheri, il Pancreas non riesce a mantenere una produzione di ormone sufficiente. Il problema è che quando l’insulina raggiunge un livello insufficiente s’innesta una reazione: il cervello inizia a domandare nuovo cibo perché l’assenza di questo ormone regola anche il senso di sazietà. In sostanza più si assume zucchero semplice più il corpo ne pretende altro, in un circolo vizioso cui bisogna stare attenti. Per questo gli zuccheri semplici possono divenire vere e proprie droghe, dando dipendenza.

MA QUALI POSSONO ESSERE LE CONSEGUENZE?

Ridurre gli zuccheri evita il rischio di obesità e di disturbi alimentari e metabolici

Una, come facilmente immaginabile, può essere l’obesità ma anche i disordini alimentari e metabolici. Fisiologicamente, una dieta ricca di zuccheri ad alto Indice Glicemico può portare a una sindrome metabolica, come il Diabete, oppure a una insulino-resistenza, ovvero quando le cellule del corpo umano diminuiscono la loro risposta all’azione dell’Insulina stessa.

Ma allora che caratteristiche deve avere una Dieta, sia intesa nel senso di dieta dimagrante sia intesa come normale stile alimentare?

Sicuramente è importante ridurre dolci, cioccolata, miele e gelati e tutti quegli alimenti che contengono zucchero aggiunto che si ritrova, a volte, in alimenti impensati e non dolci, come il ketchup o tanti altri.

È però anche importante che qualsiasi percorso alimentare debba avere a corollario un’educazione al cibo, premessa indispensabile affinché si ottengano i risultati cercati.

Ma anche se importante, l’Indice Glicemico non è il solo aspetto da tenere in considerazione nell’organizzare una dieta. Per questo motivo è quindi importante che ogni percorso alimentare, che sia iperproteico o ipoglicemico o altro, venga studiato caso per caso, sia cioè personalizzato.

Al di là delle differenze individuali, comunque, tutte le nostre diete sono a basso Indice Glicemico.

Bibliografia 1) T. Lobstein T. , Y. Wang Y. (2006). Worldwide trends in childhood overweight and obesity, in International Journal of Pediatric Obesity I, pp. 11-25

 

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